MiticaIndia Festival

Presentazione – Il Festival dell’India

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IL FESTIVAL DELL’INDIA: L’Oriente incontra l’Occidente” MITICAINDIA, è un evento che nasce nel 2002 ed è stato creato da EMY BLESIO Maestra di Yoga.

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Intervista a Emy Blesio

“MITICAINDIA è il solo evento in Europa interamente dedicato al Pianeta India, anzi forse sarebbe meglio dire all’Universo India, visto l’immensità dell’argomento. Una manifestazione nata non solo per proporre l’alta scienza, Filosofia e Spiritualità, dello Yoga ma anche per far vivere, l’incantesimo delle leggende, delle danze, delle sonorità ritmiche delle percussioni, l’incanto dei profumi, il sottile fascino di ogni stato indiano.
Un evento dove trovare, “a portata di mano” tutta la magia e l’incanto di questa meravigliosa cultura e filosofia che trova le sue radici nei grandi poemi Mahabharata e Ramayana… nelle leggende dei sacri testi: Agama e Purana.
Con le danze, la musica, la cucina, gli usi e costumi, i riti e la spiritualità, le discipline antiche e autentiche, irresistibilmente affascinanti e seducenti.

India in ogni suo aspetto dai deliziosi assaggi della cucina profumata e speziata, il rito del tè, l’artigianato, le mostre, alla scienza dello Yoga e dell’Ayurveda con le sue terapie antichissime e il massaggio. Una medicina chiamata “alternativa” che si sta imponendo anche in Occidente e… ultima ma non ultima la profonda spiritualità, a 360 gradi, con la riunione delle varie fedi in un simposio interreligioso aperto al dibattito e, novità ogni anno diverse: l’incontro con la multidiversità ha il valore di aprire non solo le menti ma pure nuove vie interculturali con i vari Stati.

Ho cominciato con eventi di questo calibro nel 1998, in occasione del cinquantenario della morte del Mahatma Gandhi, per commemorare questo grande uomo che ha liberato, utilizzando la non-violenza, la sua nazione e il suo popolo dal dominio di un gigante com’era a quei tempi l’Inghilterra colonialista.
L’evento fu “Artisti per la Pace: Gandhi 50 anni dopo”, (con il Patrocinio del Consolato Indiano e con il supporto di Riccardo Gramegna, Presidente della Comunità Europea Valli del Sesia), organizzato, con altri ricercatori spirituali, in Milano, al Palavobis (ex-Palatrussardi).
Parteciparono ben 360 artisti come Tullio De Piscopo, i Nomadi ecc., relatori come Swami Kriyananda, Lama Paljin Tulku Rinpoce ecc., che ci hanno donato il loro intervento gratuitamente per onorare il Mahatma Gandhi.

Dopo 4 anni, nel 2002, l’evento cambia aspetto e location (Forum di Assago, Milano), e viene dedicato specificamente all’India e all’importante disciplina dello Yoga. Ottiene i patrocini del Consolato Generale dell’India, dell’Ente nazionale del Turismo Indiano, del Comune di Milano, della Provincia e della Regione. Come media sponsor ATM e Corriere della Sera-ViviMilano. Si trasforma così nel “Festival dell’India: L’Oriente incontra l’Occidente” che contiene il 1° Congresso Yoga a livello internazionale organizzato in Italia, con conferenze, workshop, simposi e tavole rotonde.

Il mio intento fu di veicolare al grande pubblico la profonda filosofia e scienza dello Yoga, che in quel periodo era seguita solo da un’élite di addetti ai lavori.
Attraverso la curiosità e il fascino, che l’India da sempre opera sugli italiani, attraverso l’incantevole arte (danza, musica, canto, mostre di scultura e di pittura, esposizioni fotografiche ecc.), la cultura (conferenze, presentazioni letterarie e curiosità), la particolare cucina speziata (classica e ayurvedica), e l’artigianato (oggetti creati con i prodotti dei vari Stati indiani) l’evento venne proposto al vasto pubblico. Ho riscontrato così un’esplosione di interesse che, in seguito, ha dato il via a una massiccia proliferazione di eventi similari, grandi e piccoli, ma tutti ispirati a questo Festival.
E non solo, lo Yoga ha cominciato a invadere aree più ampie e con target allargati e, nell’immaginario comune, prese un aspetto più familiare e accessibile.

In effetti, l’evento ebbe un enorme e inaspettato successo già dalla prima edizione, con le sue 20.000 presenze (un numero di visitatori considerevole tenendo conto che, essendo dedicato solo all’India si può considerare di “nicchia”) gratificando i miei sforzi e di quelli che hanno creduto e sostenuto la manifestazione.
Infatti, prendo l’occasione di ringraziare Forumnet e, in special modo, il direttore Michele De Bernardi per aver creduto in me e aver prodotto l’evento per quattro anni fino allo scadere del suo mandato.
In quei 4 anni l’evento andò a incrementarsi a 35.000 presenze (senza contare i bambini e gli anziani che entravano gratuitamente) e, per la prima volta in Italia, si sono presentati, oltre a congressi Mondiali di Yoga e Ayurveda e al Simposio della Spiritualità “Raggi di un’Unica Luce” (che ha contato sino a 16 linee Spirituali diverse), anche le 7 danze classiche dell’India.

Dopo il fine mandato di Michele De Bernardi, ho dovuto aspettare un anno per ritornare in possesso dell’evento, provvisoriamente di produzione di Forumnet, e, nel frattempo, spostai la manifestazione, con programmazione ridotta, in alcuni luoghi della Lombardia, come per esempio La Brianza e Sesto San Giovanni dove sono stata contattata da un rappresentante dell’assessorato alla cultura di Grugliasco, Torino.

In quel periodo nacquero gli altri eventi sulla scia dell’enorme successo raggiunto. Ognuno si appropriò di una parte del nome: chi “Festival dell’Oriente”, chi “Oriente e Occidente”, chi “Yoga Festival” e così via, e di parecchio del suo contenuto.
Ciò mi ha convinto a trovare un nuovo nome e, su consiglio dei miei allievi, di proteggerlo con un copyright. Ed ecco MITICAINDIA.
Con questo nome ottiene grande successo nella piccola cittadina di Carrara (17.500 visitatori su 45.000 abitanti) e in varie parti della Toscana (come Viareggio-Forte dei Marmi) e nelle Marche.
Dopo le edizioni di Pescara e di altre località, e a causa del fiorire di tantissimi eventi che parafrasavano MiticaIndia, accetto l’invito di altre Nazioni che hanno richiesto la mia consulenza.
Collaboro così con Enti e Università di Salamanca in Spagna; Santarem, Lisbona, in Portogallo; Plovdiv in Bulgaria, Bucharest in Romania; Delhi e Bhopal in India (in Bhopal, inizia nel 2010, l’evento, di una settimana, che si ripete ogni anno. Qui ha anche un aspetto profondamente sociale perché l’ho dedicato a Patanjali, Padre e fondatore del Raja Yoga, per aiutare una città duramente colpita dalla contaminazione causata dalla Union Carbide).
Seguono altre edizioni in Buenos Aires in Argentina, Sao Paulo in Brazil, Marbella in Spagna (iniziato il 2014, si ripete ogni anno), e così via.

Ogni volta, l’evento, che viene arricchito di nuove tematiche e contenuti adattati al luogo di programmazione, è diretto a tutti indistintamente, vista la poliedricità dei programmi e degli interventi e dell’impatto che hanno le discipline orientali nella vita di ognuno. Lo scopo, però, non è solo un pretesto per far conoscere, in modo interessante, unico, magico e divertente, l’India, lo Yoga, le discipline e le varie bellezze di una nazione che nell’immaginario comune è conosciuta con lo stereotipo di “esotica”. È certo che questa realtà possa offrire molto più di oli profumati e spezie.
L’India è portavoce di grandi culture e spiritualità conosciute o misconosciute che, se portate a un pubblico più vasto, possono affascinare e conquistare anche i più distratti (come la filosofia dei greci aveva, a suo tempo, conquistato gli invasori romani).

Ma la mia primaria intenzione è:

1) Portare al pubblico altri aspetti, quelli meno noti, farli conoscere e apprezzare, e questo serve a schiudere le menti. Aprire delle porte di conoscenza, portare dei valori in più in una società che ormai di valori è carente e, con questo apprendimento riuscire ad evitare le intolleranze e i razzismi assurdi che sembrano, invece di diminuire, moltiplicarsi. Pare che l’insofferenza stia dilagando velocemente e bisogna metterci un freno. Queste discipline cambiano la “visione” da cattive abitudini e del degrado spirituale.

2) Consentire un’integrazione pacifica, rispettando gli usi, costumi e… leggi, della nazione di accoglienza.
Il RISPETTO è la base di un vivere comune e della stessa vita.
E le elevate discipline come lo Yoga, l’Ayurveda, la Cultura, le Arti e…. le differenti Spiritualità, sono il tapis roulant per veicolare IL RISPETTO.
Per questo motivo, il Congresso Yoga – Ayurveda e il Simposio interreligioso “Raggi di Un’Unica Luce”, li ho programmati in modo separato ma nel contempo accessibili anche a un pubblico meno preparato.
Un modo per diffondere delle discipline che penso siano importanti per dare dei valori a un’umanità sempre più impegnata all’apparire e poco all’Essere e, inoltre, incrementare sensibilità e amore per tutta la Creazione e le sue creature, siano esse animate o cosiddette inanimate.”